FIGURE/GROUND

La storia

Questo ambigramma è di tipo figura/sfondo. Ciò significa che dopo aver scritto una parola (ad esempio in nero), se si guardano gli spazi tra le lettere o all'interno di esse (generalmente bianchi) si può scorgere una ulteriore parola. L'idea mi è venuta perchè volevo mettere in gioco davvero le mie capacità. In che modo? Volevo creare un'ambigramma che Scott Kim, il più grande ambigrammista vivente (così dicono...), non era riuscito a creare. Insomma, volevo sfidarlo! Dopo aver navigato sul suo sito sono stato affascinato dalla sua opera Figure/Figure, la quale riproduceva la stessa parola sia in primo piano (in nero) che nello sfondo (in bianco). Incuriosito mi sono messo a leggere la storia della sua creazione e ho notato che l'idea iniziale era quella di creare non Figure/Figure ma Figure/Ground. Dopo alcuni tentativi, però Scott Kim abbandonò questa prima idea, poichè si rese conto che non riusciva a realizzarla. Da lì ho deciso: "Io devo farcela! Devo creare l'ambigramma Figure/Ground! Voglio sfidare Scott Kim nel suo stesso mondo!". Detto fatto! Ho preso carta e penna e ho organizzato il lavoro. Per prima cosa dovevo creare tre righe di lavoro. Così facendo, infatti, la prima riga mi serviva per vedere il bordo e gli spazi da lasciare per la parte alta della seconda riga, mentre la terza riga mi serviva per vedere il bordo e gli spazi da lasciare per la parte bassa della seconda riga. In altre parole lavoravo il bordo superiore e inferiore della seconda riga rispettivamente con la prima e la terza riga. A me infatti interessava solo la seconda riga, poichè una volta ultimata essa poteva essere ripetuta a destra e a sinistra, in alto e in basso quante volte volevo, proprio grazie al lavoro di fino effettuato sulla prima e sulla terza riga. Dopo qualche ora di lavoro, sul mio foglio di carta si presentavano quindi tre righe identiche. "Allora è davvero possibile!!! Ce l'ho fatta! Ho superato Scott Kim!", mi sono detto. L'entusiasmo era alle stelle, ora l'unica cosa che dovevo fare era disegnare il tutto al pc. Questo lavoro mi ha preso decisamente più tempo, in quanto non sono un grafico, e quindi ho dovuto ridisegnare le tre righe e sistemarle passo passo. Il risultato però è veramente straordinario. Qui potete vedere la versione originale (Figure in nero -come l'inchiostro- e Ground in bianco -come il foglio e quindi lo sfondo su cui si scrive-) e la figura in negativo (l'opposto). Conclusione: ho inviato una mail a Scott Kim chiedendogli un'intervista da inserire nel libro che ho intenzione di scrivere sugli ambigrammi. Come allegato c'era questa immagine, per fargli capire che non ero uno qualunque che arrivava dal nulla e pretendeva di sapere tutto su questa arte, ma uno che con passione e impegno era riuscito là dove lui aveva fallito. Non ho mai ricevuto risposta! Forse rosica... :-)

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La storia

Questo ambigramma è di tipo figura/sfondo. Ciò significa che dopo aver scritto una parola (ad esempio in nero), se si guardano gli spazi tra le lettere o all'interno di esse (generalmente bianchi) si può scorgere una ulteriore parola.

L'idea mi è venuta perchè volevo mettere in gioco davvero le mie capacità.

In che modo?

Volevo creare un'ambigramma che Scott Kim, il più grande ambigrammista vivente (così dicono...), non era riuscito a creare.

Insomma, volevo sfidarlo!

Dopo aver navigato sul suo sito sono stato affascinato dalla sua opera Figure/Figure, la quale riproduceva la stessa parola sia in primo piano (in nero) che nello sfondo (in bianco). Incuriosito mi sono messo a leggere la storia della sua creazione e ho notato che l'idea iniziale era quella di creare non Figure/Figure ma Figure/Ground. Dopo alcuni tentativi, però Scott Kim abbandonò questa prima idea, poichè si rese conto che non riusciva a realizzarla.

Da lì ho deciso: "Io devo farcela! Devo creare l'ambigramma Figure/Ground! Voglio sfidare Scott Kim nel suo stesso mondo!".

Detto fatto! Ho preso carta e penna e ho organizzato il lavoro. Per prima cosa dovevo creare tre righe di lavoro. Così facendo, infatti, la prima riga mi serviva per vedere il bordo e gli spazi da lasciare per la parte alta della seconda riga, mentre la terza riga mi serviva per vedere il bordo e gli spazi da lasciare per la parte bassa della seconda riga. In altre parole lavoravo il bordo superiore e inferiore della seconda riga rispettivamente con la prima e la terza riga. A me infatti interessava solo la seconda riga, poichè una volta ultimata essa poteva essere ripetuta a destra e a sinistra, in alto e in basso quante volte volevo, proprio grazie al lavoro di fino effettuato sulla prima e sulla terza riga.

Dopo qualche ora di lavoro, sul mio foglio di carta si presentavano quindi tre righe identiche.

"Allora è davvero possibile!!! Ce l'ho fatta! Ho superato Scott Kim!", mi sono detto.

L'entusiasmo era alle stelle, ora l'unica cosa che dovevo fare era disegnare il tutto al pc. Questo lavoro mi ha preso decisamente più tempo, in quanto non sono un grafico, e quindi ho dovuto ridisegnare le tre righe e sistemarle passo passo. Il risultato però è veramente straordinario.

Qui potete vedere la versione originale (Figure in nero -come l'inchiostro- e Ground in bianco -come il foglio e quindi lo sfondo su cui si scrive-) e la figura in negativo (l'opposto).

Conclusione: ho inviato una mail a Scott Kim chiedendogli un'intervista da inserire nel libro che ho intenzione di scrivere sugli ambigrammi. Come allegato c'era questa immagine, per fargli capire che non ero uno qualunque che arrivava dal nulla e pretendeva di sapere tutto su questa arte, ma uno che con passione e impegno era riuscito là dove lui aveva fallito.

Non ho mai ricevuto risposta!

Forse rosica...

:-)