MARIANO TOMATIS - 4V (4 viste: 90°/180°/270°/360°)


La storia

Ebbene sì! Questo ambigramma è nato proprio perchè volevo fare colpo su uno degli ambigrammisti più conosciuti in Italia... L'idea mi è venuta in mente perchè avrei voluto (e voglio tuttora) scrivere un libro al fine di descrivere un metodo facile per creare gli ambigrammi. Insomma vorrei che questa mia passione venisse seguita da molti, vorrei che chiunque riscoprisse dentro di sè questa capacità di imprimere ad una parola una doppia o quadrupla lettura. A tale scopo vorrei proprio esporre al mondo il mio modo di creare questi ambigrammi, perchè si tratta di arte, di un processo formativo che ci riscopre artisti e ci diverte. E' sempre bello creare qualcosa di tuo! L'idea, la bozza, i problemi, la loro risoluzione, l'abilità grafica...e infine il TUO pensiero, il tuo desiderio realizzato. E' qui lo vedo ce l'ho fatta! E poi magari regalarlo a qualcuno di importante, sapere che è unico, sapere che è piaciuto, desiderare di spingermi oltre il limite...sì posso fare anche questo...ma sarò in grado di fare qualcosa di nuovo? Tutto questo processo è estremamente creativo e secondo me tutti siamo artisti e tutti possiamo quandi creare ambigrammi. Questo è ciò che mi spinge a voler scrivere un libro sugli ambigrammi. Detto ciò ritorniamo a questo ambigramma. La sua realizzazione ha comportato notevoli problemi. In primo luogo la scelta: utilizzo il maiuscolo o il minuscolo? In realtà la realizzazione di questi ambigrammi a 4 viste molte volte richiede l'utilizzo di entrambi in contemporanea. Nonostante ciò io penso subito al maiuscolo perchè mi piace decisamente di più! Lo trovo più lineare e più importante. Intraviste enormi potenzialità sul maiuscolo...e devo dire che stava venendo una bomba davvero...mi sono dovuto fermare proprio poco prima della fine poichè le linee neccessarie per continuare erano troppo diverse e non sono riuscito a sposarle in una unica. Un po' amareggiato allora mi sono rivolto al minuscolo. La "M" è stata molto facile in quanto per la sua conformazione ben si adattava a diventare una "s" a 180° ed una "S" a 90°. Con l'aiuto delle linee di decoro ho potuto poi completarla: una "M" a 0° ed a 270°. La "a" invece è stata realizzata sfruttando le concavità delle "i". Le "i" si leggono a 90°, dove c'è un trattino che rientra, ed a 180°. Ovviamente il tutto aiutato dalla solita presenza del puntino. A 270° invece il trattino rientrante di cui ho parlato poco fa diventa il tratto centrale della "A". La "r" si vede subito, ma sopra di lei si vede una sorta di onda. La sua presenza è dovuta alla necessità di rappresentare una "R" a 270° (di cui ne rappresenta il corpo principale; il tratto invece orizzontale della "r" funge da sostegno al corpo della "R" a 270°). Il fatto che sia sul tratto orizzontale che verticale della "r" siano presenti dei piccoli tratti perpendicolari ad essi, permette al lettore di leggere questa lettera come "t" sia a 90°, che a 180°. La "i" successiva è stata creata semplicemente ribaltando la "a" di prima, quindi la sua lettura negli altri versi è stata già trattata precedentemente ("i" a 0° ed a 270°, "a" a 180° e infine "A" a 90°). La "A" successiva ha crato non pochi problemi. Ho preso la struttura della "A" da quella creata per questo ambigramma, intersecando però i tratti alla sommità della "A" così da poter creare una "M" a 90°. La "M" si legge anche a 180°. In entrambi i casi essa è stata creata facendo terminare i tratti principali con uno zig-zag. Il trattino centrale della "A" non è collegato con il lato sinistro della lettera, poichè questo espediente serve a far leggere una "t" a 180° (dove questo trattino rappresenta per l'appunto il trattino superiore della "t"). La lettera successiva è la "n". Ammetto che è di difficile lettura, pertanto è necessario analizzare bene i dettagli. Il fatto che sulla sinistra ci sia un pezzetto che sale ci indica un'informazione importante su questa lettera. Lo stesso trattino, che a 0° è presente anche in basso, ci permette di dire che a 270° siamo di nuovo di fronte ad una "n". A 180° ed a 90°, invece, grazie proprio alla vicinanza tra i tratti (gli unici separati da un piccolo spazio), la lettera rappresentata è la "O". L'ultima lettera è la "O". Ho dovuto spostarla lievemente in alto per prediligere la lettura a 180° ed a 90° dove si trasfotma in una "T" (a 90° e in una "t" a 180°). A 270° continua a leggersi come "O". Il resto del nome continuava sulla stessa riga inizialmente, ma sfruttando la simmetria ho deciso di spostare questa parte, speculare a quella appena descritta, una riga sotto, così da rendere il tutto più compatto e leggibile...e più artistico ovviamente! Conclusione: dopo aver inviato la solita mail in cui invitavo a dare un'occhiata al mio sito, mi è giunta la risposta di Mariano Tomatis, il quale mi fa i complimenti per la mia passione e per l'impegno e mi chiede se ho letto i libri sull'argomento (per ora ho letto solo quello di Hofstadter)... Ma sinceramente serve a qualcosa? Stiamo parlando di creatività...mah! Comunque prosegue dicendomi che i miei ambigrammi sono poco leggibili (ovvio...non è facile creare ambigrammi a 4 viste...è per questo che forse ho tentato solo io???) e che al mondo ci sono molti ambigrammisti ma solo pochi sono bravi. Siccome io sono un po' permaloso l'ho inteso come un modo carino per dirmi che sono una "pippa"! Sinceramente ritengo che sono molto bravo sui "classici" e chiaramente avverto la difficoltà in questa nuova sfida delle 4 viste... Ma almeno io ci provo!

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La storia

Ebbene sì! Questo ambigramma è nato proprio perchè volevo fare colpo su uno degli ambigrammisti più conosciuti in Italia...

L'idea mi è venuta in mente perchè avrei voluto (e voglio tuttora) scrivere un libro al fine di descrivere un metodo facile per creare gli ambigrammi. Insomma vorrei che questa mia passione venisse seguita da molti, vorrei che chiunque riscoprisse dentro di sè questa capacità di imprimere ad una parola una doppia o quadrupla lettura. A tale scopo vorrei proprio esporre al mondo il mio modo di creare questi ambigrammi, perchè si tratta di arte, di un processo formativo che ci riscopre artisti e ci diverte. E' sempre bello creare qualcosa di tuo! L'idea, la bozza, i problemi, la loro risoluzione, l'abilità grafica...e infine il TUO pensiero, il tuo desiderio realizzato. E' qui lo vedo ce l'ho fatta! E poi magari regalarlo a qualcuno di importante, sapere che è unico, sapere che è piaciuto, desiderare di spingermi oltre il limite...sì posso fare anche questo...ma sarò in grado di fare qualcosa di nuovo? Tutto questo processo è estremamente creativo e secondo me tutti siamo artisti e tutti possiamo quandi creare ambigrammi. Questo è ciò che mi spinge a voler scrivere un libro sugli ambigrammi.

Detto ciò ritorniamo a questo ambigramma.

La sua realizzazione ha comportato notevoli problemi. In primo luogo la scelta: utilizzo il maiuscolo o il minuscolo? In realtà la realizzazione di questi ambigrammi a 4 viste molte volte richiede l'utilizzo di entrambi in contemporanea. Nonostante ciò io penso subito al maiuscolo perchè mi piace decisamente di più! Lo trovo più lineare e più importante.

Intraviste enormi potenzialità sul maiuscolo...e devo dire che stava venendo una bomba davvero...mi sono dovuto fermare proprio poco prima della fine poichè le linee neccessarie per continuare erano troppo diverse e non sono riuscito a sposarle in una unica.

Un po' amareggiato allora mi sono rivolto al minuscolo.

La "M" è stata molto facile in quanto per la sua conformazione ben si adattava a diventare una "s" a 180° ed una "S" a 90°. Con l'aiuto delle linee di decoro ho potuto poi completarla: una "M" a 0° ed a 270°.

La "a" invece è stata realizzata sfruttando le concavità delle "i". Le "i" si leggono a 90°, dove c'è un trattino che rientra, ed a 180°. Ovviamente il tutto aiutato dalla solita presenza del puntino. A 270° invece il trattino rientrante di cui ho parlato poco fa diventa il tratto centrale della "A".

La "r" si vede subito, ma sopra di lei si vede una sorta di onda. La sua presenza è dovuta alla necessità di rappresentare una "R" a 270° (di cui ne rappresenta il corpo principale; il tratto invece orizzontale della "r" funge da sostegno al corpo della "R" a 270°). Il fatto che sia sul tratto orizzontale che verticale della "r" siano presenti dei piccoli tratti perpendicolari ad essi, permette al lettore di leggere questa lettera come "t" sia a 90°, che a 180°.

La "i" successiva è stata creata semplicemente ribaltando la "a" di prima, quindi la sua lettura negli altri versi è stata già trattata precedentemente ("i" a 0° ed a 270°, "a" a 180° e infine "A" a 90°).

La "A" successiva ha crato non pochi problemi. Ho preso la struttura della "A" da quella creata per questo ambigramma, intersecando però i tratti alla sommità della "A" così da poter creare una "M" a 90°. La "M" si legge anche a 180°. In entrambi i casi essa è stata creata facendo terminare i tratti principali con uno zig-zag. Il trattino centrale della "A" non è collegato con il lato sinistro della lettera, poichè questo espediente serve a far leggere una "t" a 180° (dove questo trattino rappresenta per l'appunto il trattino superiore della "t").

La lettera successiva è la "n". Ammetto che è di difficile lettura, pertanto è necessario analizzare bene i dettagli. Il fatto che sulla sinistra ci sia un pezzetto che sale ci indica un'informazione importante su questa lettera. Lo stesso trattino, che a 0° è presente anche in basso, ci permette di dire che a 270° siamo di nuovo di fronte ad una "n". A 180° ed a 90°, invece, grazie proprio alla vicinanza tra i tratti (gli unici separati da un piccolo spazio), la lettera rappresentata è la "O".

L'ultima lettera è la "O". Ho dovuto spostarla lievemente in alto per prediligere la lettura a 180° ed a 90° dove si trasfotma in una "T" (a 90° e in una "t" a 180°). A 270° continua a leggersi come "O".

Il resto del nome continuava sulla stessa riga inizialmente, ma sfruttando la simmetria ho deciso di spostare questa parte, speculare a quella appena descritta, una riga sotto, così da rendere il tutto più compatto e leggibile...e più artistico ovviamente!

Conclusione: dopo aver inviato la solita mail in cui invitavo a dare un'occhiata al mio sito, mi è giunta la risposta di Mariano Tomatis, il quale mi fa i complimenti per la mia passione e per l'impegno e mi chiede se ho letto i libri sull'argomento (per ora ho letto solo quello di Hofstadter)... Ma sinceramente serve a qualcosa? Stiamo parlando di creatività...mah! Comunque prosegue dicendomi che i miei ambigrammi sono poco leggibili (ovvio...non è facile creare ambigrammi a 4 viste...è per questo che forse ho tentato solo io???) e che al mondo ci sono molti ambigrammisti ma solo pochi sono bravi. Siccome io sono un po' permaloso l'ho inteso come un modo carino per dirmi che sono una "pippa"! Sinceramente ritengo che sono molto bravo sui "classici" e chiaramente avverto la difficoltà in questa nuova sfida delle 4 viste... Ma almeno io ci provo!